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17 gennaio 2020

Liste d’attesa troppo lunghe: la Campania attiva il CUP unico regionale

Da sempre al centro del dibattito politico e giornalistico, la problematica delle liste d’attesa è una delle sfide più complesse del Sistema Sanitario.
I tempi troppo lunghi delle liste compromettono l’accessibilità e la fruibilità delle prestazioni da erogare e vengono percepiti dai cittadini-pazienti come una forte criticità che influisce pesantemente sulla qualità percepita del “proprio” Servizio Sanitario regionale. Ne deriva che le Amministrazioni Regionali, e di conseguenza le Direzioni Aziendali, hanno nella riduzione delle liste di attesa uno dei principali obiettivi.

 
Le determinanti alla base della lotta alle liste di attesa sono numerose. Sul piano clinico-organizzativo un ritardo nella diagnosi di una condizione morbosa può tradursi in un peggior esito di salute per il cittadino che ne è affetto. Il tempo di erogazione costituisce una delle caratteristiche fondanti dei livelli essenziali di assistenza perché la prestazione oltre ad essere appropriata dal punto di vista clinico ed organizzativo deve essere erogata al tempo “giusto”: quando ciò non accade, l’ansia legata all’attesa spinge molti cittadini ad accedere alla prestazione in regime privato.

 
Ancora poca la trasparenza nelle informazioni ai cittadini: fotografa la situazione italiana la Fondazione Gimbe che ha stilato un report sulla gestione delle liste d’attesa da parte delle Regioni e nelle ASL nel 2019. Lo studio presenta i risultati del monitoraggio sulla rendicontazione pubblica dei tempi di attesa da parte di Regioni e Aziende sanitarie. Nel 2019 solo 9 Regioni disponevano di portali web interattivi, ma nessuna forniva informazioni sia sul rispetto dei tempi massimi di attesa, sia per ciascuna prestazione l’indicazione della prima disponibilità per il cittadino con i tempi di attesa delle strutture eroganti. Consulta il report>

 
Per quanto concerne la Campania, dal report è emerso che non era stata effettuata alcuna aggregazione dei dati a livello regionale, tutto era rimandato ai siti web delle aziende sanitarie rendendo impossibile valutare il range temporale e la frequenza di aggiornamento degli archivi storici.

Di recente la situazione è completamente cambiata: la Regione Campania ha attivato il CUP unico regionale con l’implementazione di una Piattaforma web per rendere le liste d’attesa più brevi e più accessibili per i cittadini. Il cittadino può scegliere la struttura sanitaria dove ottenere la prestazione necessaria, monitorando in tempo reale il grado di affollamento e i tempi necessari per il proprio turno. Tale innovazione riduce i tempi d’attesa e consentirle di misurare l’efficienza di ogni singola struttura, i tempi effettivi di assorbimento della domanda di prestazione sanitaria e quindi, il gradimento e la soddisfazione dell’utenza. L’obiettivo è innescare una sorta di competizione tra diverse offerte sul territorio, dove il giudice insindacabile è il cittadino utente.

In tale contesto i PACC (percorsi ambulatoriali coordinati e complessi) contribuiscono alla riduzione delle liste di attesa e del carico amministrativo associato al frazionamento delle prenotazioni migliorando la customer satisfaction. Il PACC si configura come modello organizzativo dinamico proposto per gestire problemi sanitari complessi che richiedono competenze multispecialistiche integrate e come modalità di offerta assistenziale centrata sul quesito clinico complessivo e non sulla singola prestazione.

Con i PACC è possibile affrontare, in modo integrato e non frazionato, i problemi di salute di paziente affetti da multimorbilità e che necessitano di prestazioni multidisciplinari afferenti, di norma, ad almeno 3 branche specialistiche. Per consentire una corretta fotografia del quadro clinico del paziente, tali prestazioni devono essere erogate in un lasso di tempo di 30 giorni che può prolungarsi in casi particolari a 60.

Attualmente l’ASL Napoli 2 Nord ha scelto KIRANET per l’implementazione del software per la gestione dei PACC con piena soddisfazione del personale sanitario coinvolto nel progetto.